Il grande dolore di Silvana “Ma non potevo fare altro”

 dubbi, gli esami, l´interrogatorio

di G.D.B.

«Sarebbe stato il mio primo figlio. Lo volevo a tutti i costi, Ma come si fa a sospettare che sarei ricorsa all´aborto per disfarmene? Sapesse il dolore che ho provato quando ho saputo che il bimbo non sarebbe stato normale».

Silvana, napoletana, vive ad Arzano con la mamma, è una donna mingherlina alta poco più di un metro e 60. Sta per lasciare la stanza del Policlinico dove è stata ricoverata. E dove, l´altroieri, è stata sottoposta a un incessante interrogatorio da cui non si è ancora ripresa. «Assurdo, ero appena rientrata dalla sala operatoria», sibila scuotendo la testa.

Silvana, chi le ha detto che il bimbo aveva una grave malattia?
«Per sicurezza, vista l´età, 39 anni, mi sono sottoposta
ad amniocentesi alla sedicesima settimana nell´ospedale di Frattamaggiore. Era il 18 gennaio e la diagnosi me l´hanno data il 31. Sul foglio c´era scritto “Sindrome di Klinefelter”. Parole incomprensibili per me. Poi mi hanno spiegato».

Cosa le hanno detto?
«Che si trattava di una malattia che comporta ritardo mentale, problemi al cuore, diabete e l´assenza di alcuni ormoni».

Per questo ha deciso di abortire?
«Certo. E che altro avrei potuto fare?
Non ho avuto il benché minimo dubbio, è stata una decisione istantanea. Mai avrei messo al mondo, da sola tra l´altro visto che non sono sposata, un bimbo che poi avrebbe sofferto per il resto della vita. E non mi si venga a parlare di egoismo, la mia è stata una scelta che va nella direzione opposta».

Quando è arrivata al Policlinico?
«Il 31 gennaio, la prima volta, per fare tutte le indagini preliminari, dai prelievi di sangue all´elettrocardiogramma, compresa la visita dallo psichiatra».

E che le ha detto?
«Che la mia salute psichica sarebbe stata a rischio se non abortivo. E venerdì scorso mi sono ricoverata nel reparto di Ostetricia dove avevo conosciuto il dottor Leone. A lui avevo portato il referto e poi manifestato la volontà di abortire. La decisione è stata mia. Nessuno è intervenuto in questo senso. Il giorno prima ero stata anche al Cardarelli per sottopormi a consulenza genetica, me lo avevano chiesto gli specialisti del Policlinico per spiegarmi meglio la situazione del bimbo e della sua patologia. Intanto ero entrata nella 21esima settimana».

Quindi in tempo.
«Sì, mi avevano detto che si poteva fare entro la 23esima settimana. Per tre giorni mi hanno dato dei farmaci per stimolare le contrazioni dell´utero. Ma lunedì alle 11 il medico mi ha rifatto l´ecografia e si è accorto che il feto era morto».

Quindi?
«Ho continuato con la terapia e finalmente alle 6 e mezza di sera ho abortito. Poi mi hanno portato in sala operatoria e, con l´anestesia, mi hanno ripulito l´utero».

Poi, di nuovo in camera.
«Sì, e dentro c´era la poliziotta pronta a interrogarmi. Io non capivo cosa stava succedendo, ero ancora sotto l´effetto della narcosi».

Cosa voleva sapere da lei?
«Sono stata massacrata, un terzo grado: come era successo, perché avevo abortito, chi era il padre. Addirittura se avevo pagato».

Pagato chi?
«Sospettavano che avessi dato soldi ai medici per abortire. Insistevano. E poi sono passati anche a Veronica, la compagna di stanza ricoverata per gravidanza a rischio. Mi sono trovata in una situazione assurda appena fuori dalla sala operatoria».

Sporgerà denuncia?
«Ci sto pensando, visto il trattamento che la polizia mi ha riservato, avendo già affrontato un trauma terribile che mi fa ancora soffrire».

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Aborto, “Clima da caccia alle streghe” donne in piazza per difendere la 194

Protesta rosa contro il clima di caccia alle streghe nei confronti delle donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza. L’irruzione della polizia nella clinica napoletana dove una donna ha abortito nel rispetto della legge ha dato un impulso nuovo al dibattito e alle polemiche che da qualche tempo occupano le prime pagine dei giornali e dividono l’opinione pubblica. Oltre alla manifestazione di Napoli, sit-in di protesta sono stati organizzati in altre città italiane. Mentre sul caso sono intervenuti il ministro di Giustizia e il Csm chiedendo una verifica approfondita su quanto messo in atto dagli inquirenti.

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South Carolina, scintille fra Clinton e Obama: nel dibattito tv accuse e insulti

Hillary Clinton

Chiavi presidenziali usa 2008stati uniti d’ america
Di buone intenzioni, si sa, sono lastricate le vie dell’inferno. E così dopo le promesse di fairplay in Nevada, ieri sera in tv (diretta Cnn) Hillary Clinton e Barak Obama sono saliti di nuovo sul ring, con scambi di colpi proibiti che testimoniano la posta in palio. Davanti alle telecamere i due candidati alla nomination democratica si sono presentati agli elettori della Carolina del Sud, attesi al voto nelle primarie sabato prossimo, con attacchi personali al limite dell’insulto. Leggi il seguito di questo post »

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«La bomba dei poveri si fabbrica in casa»

Del potentissimo e ricchissimo Khan, oggi relegato ad una sorta di arresti domiciliari dopo avere subito un’inchiesta farsa da Musharraf che doveva salvare la faccia di fronte alle pressioni americane, Langewiesche racconta le gesta lungo più di un capitolo. Una storia allarmante e appassionante quanto un romanzo di John Le Carré. Come in ogni buon libro poliziesco anche qui c’è un implacabile segugio che si è messo sulle tracce del «cattivo» e dei suoi traffici di tecnologia nucleare: Mark Hibbs, «uno dei più grandi reporter in circolazione». Con le sue indagini metodiche ha più di una volta messo a nudo «segreti» che tali erano solo per i suoi lettori, ma non certo per la Cia e per altri servizi occidentali. Fino all’autunno del 2002, però, ossia prima di «trascinare il paese in una guerra catastrofica», Washington aveva sempre chiuso un occhio sugli intrighi nucleari pakistani.
Certo, possiamo consolarci pensando che finora nessuno è mai ricorso alle armi atomiche, rimaste uno strumento più politico che militare. Ma fino a quando la deterrenza continuerà a proteggerci da un simile rischio? Molti temono che il Pakistan sia «proprio il tipo di paese dove si arriva a pensare che la bomba possa davvero essere usata». E più numerosi diventano i possessori di un arsenale nucleare, più aumenta il pericolo, specialmente se si tratta di paesi sottosviluppati, guidati da governi instabili e aggressivi. Con fatalismo tutto orientale così commenta un esperto pakistano: «E’ il mondo in cui viviamo, e ci tocca tenercelo».

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USA, malware sulle Fortune 500

Roma - Secondo alcuni esperti di sicurezza informatica, negli States sono decine di migliaia i siti facenti capo ad aziende Fortune 500, ad agenzie governative ed istituzioni accademiche infettati con codice malevolo, i cui obiettivi sono la cosiddetta click fraud e il furto di credenziali connesse a giochi online delle persone che li visitano.

“È stata colpita una grande varietà di siti”, spiega a The Register Mary Landesman, ricercatrice di ScanSafe, azienda che informa i propri clienti in tempo reale sui siti infettati da malintenzionati. “È un esempio di ciò che noi vediamo tutti i giorni. Per le aziende che hanno forti interessi nella presenza sul Web, è davvero il momento di dare uno sguardo più approfondito alla propria politica in fatto di sicurezza”.

Un avvertimento piuttosto forte, quello di ScanSafe, visto che sarebbero quasi centomila le URL afflitte dall’exploit, tra le quali anche quelle dei siti di Computer Associates, dello Stato della Virginia, della città di Cleveland e dell’Università di Boston. Visitando uno di questi siti si viene trasferiti sul dominio uc8010.com, a partire dal quale l’exploit tenta di compiere la propria missione.

Il trucco sfruttato, spiega il CTO di SANS Internet Storm Center Johannes Ullrich, è quello di impiegare l’iniezione di codice malevolo tramite versioni non aggiornate di SQL installate sui server oggetto dell’attacco (SQL injection). Con uno script Java viene effettuato il trasferimento del visitatore sul sito finale, che tenta la forzatura mediante molteplici vulnerabilità conosciute.

Se il trucco riesce, viene installato un keylogger che sottrae le credenziali di accesso a siti e servizi. Non solo: l’exploit forza i malcapitati navigatori a visitare siti di terze parti, progettati per retribuire l’invio di traffico. A questi i cracker avevano in precedenza sottoscritto abbonamenti come affiliati e, dalle visite procurate dall’exploit, hanno così ricavato denaro.In passato non sono mancati episodi altrettanto gravi. Lo scorso anno, in una circostanza simile furono prese di mira aziende dello stesso calibro, con l’obiettivo di alimentare una vasta azione di spamming.

Marco Valerio Principato

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In India arriva la “People Car” Tata

MILANO
Quest’anno in India verranno immatricolate 1,4 milioni di automobili. Un risultato importante ma che non rappresenta un traguardo: a breve verrà ampiamente superato. Il motivo è semplice: il signor Ratan Tata si è messo in testa di emulare Henry Ford e Giovanni Agnelli. La Ford T degli americani o la Fiat 500 che motorizzò l’Italia degli anni Sessanta sarà per gli indiani la piccola vettura che verrà presentata al Salone dell’automobile di New Delhi il prossimo 9 gennaio. Ci sarà anche Marchionne, sebbene la Fiat non sia coinvolta direttamente nel progetto.

Essenziale nella costruzione, poco attenta sia alla sicurezza sia all’ambiente, se raffrontata agli standard delle Case europee, questa piccola vettura sarà assemblata in un nuovo stabilimento a Singur che dovrebbe offrire una capacità produttiva di 250-300 mila unità l’anno. Da subito tutta la produzione sarà per il mercato interno, ed ecco il motivo della prossima crescita, ma successivamente la ultra low-cost Tata potrebbe essere venduta anche in Sri Lanka e in Bangladesh, forte di un prezzo popolarissimo, prossimo ai 2500 dollari. Nota con il nome «People Car» (l’auto della gente), quattro posti, motore posteriore da pochi cavalli per una velocità massima intorno agli 80 km/h e la possibilità di avere l’aria condizionata, questo veicolo è il sogno che diventa realtà di Ratan Tata. Il quale già dieci anni fa, durante un incontro al Salone di Ginevra, ci confidò il suo desiderio di offrire un prodotto indiano agli indiani che iniziavano ad essere conquistati dall’automobile e in particolare dalla piccola Suzuki Maruti.

Il prezzo sarà sicuramente la leva migliore della «People Car», così come un’altra certezza è che questa vettura difficilmente arriverà sui mercati più evoluti che pretendono standard legati alla sicurezza e all’ambiente molto più elevati, dunque anche parecchio più costosi. Da un punto di vista socio-economico, vale la pena seguire con attenzione questa operazione perché l’India dovrebbe essere l’ultimo mercato del Pianeta pronto ad evolversi dalle due alle quattro ruote, visto che Cina e Russia, in particolare, hanno ormai numeri e prodotti degni di mercati importanti. In questi giorni bisogna anche ricordare che in India ha ricevuto semaforo verde il progetto, simile a quello della Tata, di Renault-Dacia con Mahindra.

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Grazie al car sharing più auto pulite in città Ma il Comune ci snobba»

«Il Comune non agevola il car sharing». A quattro giorni dal via all’Ecopass, Legambiente va all’attacco: «Siamo l’unica città che non agevola il car sharing - è l’amaro commento di Andrea Poggio, presidente di Legambiente Lombardia, che gestisce la società Milanocarsharing - e il discorso vale anche per la scorsa amministrazione. Abbiamo sempre chiesto agevolazioni, come la possibilità di avere parcheggi pubblici “dedicati”, di circolare nelle corsie preferenziali e nelle zone a traffico limitato, ma ci è sempre stato negato. L’unica agevolazione che abbiamo ottenuto - grazie all’assessore alla Mobilità Edoardo Croci - è la possibilità, per gli abbonati alle due società che operano a Milano, di parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu, grazie all’abbonamento annuale che le società hanno fatto».
Eppure il car sharing, ovvero il noleggio di una macchina anche solo per poche ore, dovrebbe essere una valida alternativa al ticket d’ingresso, visto che la flotta milanese, costituita da un centinaio di auto messe a disposizione da Milanocarsharing e da Guidami, la società a partecipazione comunale, è costituita da mezzi ecologici, che, quindi, possono circolare liberamente nella Cerchia dei Bastioni. Come mai Palazzo Marino non ne ha parlato nell’opuscolo informativo che è stato distribuito in questi giorni insieme alla lettera del sindaco? «Bella domanda - replica Poggio - il problema è che ci è stato dato l’ok da pochissimi giorni per la stesura di un manualetto sulla mobilità sostenibile che il Comune pubblicherà a gennaio».

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Juventus Best Moments

(AGM-DS) - 26/12/2007 16.32.21 - (AGM-DS) - Milano, 26 dicembre - E` tempo di vacanze in casa Juventus. Dopo il successo prenatalizio sul Siena, il club torinese ha fissato la ripresa dei lavori per giovedi` 3 gennaio a Vinovo, quando il gruppo svolgera` una seduta di allenamento pomeridiana.
E` invece previsto per il 6
gennaio, giorno dell’Epifania, il ritiro invernale di Malta, dove la squadra si allenera` fino alla vigilia della prima gara ufficiale, fissata per sabato 12, nell’anticipo serale in casa del Catania.

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Auto, in 2008 atteso calo vendite in Usa, Europa e Giappone e Giappone

NEW YORK (Reuters) - Le vendite di auto nel 2008 dovrebbero mostrare un calo nei tre principali mercati mondiali, Usa, Giappone ed Europa.

Lo scrive l’agenzia S&P nell’ultimo report sul comparto auto per il 2008.

“Le vendite in Nord America potrebbero scendere ai livelli minimi degli ultimi 10 anni a causa dello scenario economico incerto”, dice Maria Bissinger, analista S&P nel report.

“In Europa le vendite sono sostenute dalla crescente domanda nei nuovi stati dell’Ue ma la bassa fiducia e le turbolenze del mercato immobiliare probabilmente deprimeranno il 2008 in tre dei più grandi mercati come Germania, Gran Bretagna e Spagna”, aggiunge l’analista.

Soltanto i paesi dell’area “Bric”, vale a dire Brasile, Russia, India e Cina, sostengono le speranze di crescita delle case automobilistiche. Le vendite in questi paesi sono attese in rialzo di oltre il 10% all’anno nel medio termine.

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a bordo di un’auto rubata: arrestato

SAN MARCO ARGENTANO. Con l’accusa di furto aggravato, i carabinieri della compagnia di San Marco Argentano hanno arrestato V.P., 24 anni di Spezzano Albanese già conosciuto dalle forze dell’ordine. Il giovane, secondo quanto si è appreso, era alla guida di una Fiat Cinquecento insieme ad altre due persone quando, ad un posto di blocco lungo la Strada statale 283 “delle Terme”, ha invertito il senso di marcia tentando la fuga. Da qui un inseguimento da parte dei carabinieri. I tre giovani, quindi hanno abbandonato la Cinquecento e tentato la fuga a piedi per le campagne circostanti dove sono stati raggiunti dai militari. Effettuato un controllo, i carabinieri hanno verificato che l’auto era stata rubata qualche ora prima a Cerchiara e, per questo motivo, sono scattate le manette per il giovane. I militari stanno verificando se ci siano eventuali responsabilità nel furto da parte degli altri due giovani in auto con V.P..

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